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La Storia

Nell’area della montagna folignate, lungo la strada statale 319 sellanese, a oltre 600 metri di altitudine, si trova Rasiglia, un luogo perso nel tempo.

La sua ragione d’essere è l’acqua. Dalla fragorosa sorgente di Capovena sembra scaturire tutto l’abitato che si dispiega, secondo la disposizione naturale, ad anfiteatro e sorge come borgo necessario alla rocca che, ancora forte del suo antico ruolo, sovrasta con l’alta mole le molte case, strette tra loro in una solidale vicinanza.

Numerosi documenti attestano della vita e della realtà di Rasiglia fin dal XII secolo. Sono atti di vendita, di acquisto, licenze per costruire, lasciti, donazioni, certificati di possesso o di tassazione su terreni che ancora oggi sono riscontrabili nella attuale toponomastica.

La sua posizione di frontiera verso il territorio sellanese e verso la diocesi di Spoleto, ha fatto sì che da parte dei Trinci, signori di Foligno tra il 1305 e il 1439, vi fosse costruita una delle strutture difensive per rendere sicuri e controllabili i propri confini. Ecco quindi il Castrum et Roccha Rasiliae, portato a termine da Corrado Trinci e citato dal notaio Ser Benedetto Rampeschi nel Liber Officiorum del 1421.

La Rocca di Rasiglia è una delle undici fatte costruire dai Trinci nel territorio folignate; era tenuta da uomini armati e da un castellano salariato. In origine occupava tutta la sommità del colle, con un andamento pressoché rettangolare. Restano visibili tratti delle mura di cinta e il rudere di una torre.

Un molino, una gualchiera, alcune case nel borgo erano di proprietà dei Trinci che, sfruttando la preziosa presenza dell’acqua, avevano dato vita a quelle attività che per secoli hanno poi garantito la vita di tutta la comunità. A Rasiglia, dovunque, ogni percorso è scandito dall’acqua.

Forte motivo di interesse è tuttavia l’insieme, lo svolgersi del tessuto edilizio in funzione delle attività di lavoro e della vita quotidiana, che hanno sedimentato un patrimonio di conoscenze, di abilità, di laboriosità percepibile in ogni angolo, in ogni pietra, in ogni spazio.

È il segno della vita vissuta, delle difficoltà quotidianamente affrontate, della ingegnosità messa in atto per superarle, della volontà creativa e intelligente che ha segnato ogni momento di lavoro e di progresso.


 

 

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