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L'angolo del poeta

In questo spazio vengono raccolte poesie, commenti, aforismi e quant'altro può essere ispirato dal nostro piccolo borgo.

RASIGLIA

Racchiusa in mezzo ai monti con tutte le sue sorgenti,

bellezza per quest’occhi, fa rallegrar le menti.

Dominano il paese i resti della torre,

proprio là, dove la melodia del vento scorre.

Il tutto è cinto da una verde pineta, al cui interno tutto tace,

e tutt’intorno regna un’assoluta pace.

Per le strade del paese, poi, un mormorio di acque si diffonde,

e chi passa per la via si ferma a rimirar quell’onde.

La trasparenza di quest’acque par quasi surreale

e i raggi del sole creano un luccichio a dir poco speciale.

Cotanta bellezza è del tutto disarmante

e la sua preziosità la rende simile ad un diamante.

La forza prorompente di quest’acque è tale

da muovere le ruote dei mulini in un turbinio geniale.

Non solo i mulini ma anche i telai

Devono rendere grazie a quest’acqua, che si spera non finisca mai.

Tutti i vicoli e i rigagnoli conducono ad un medesimo punto,

proprio là dove chiunque è giunto.

Una distesa erbosa e voci di bimbi riscaldano i cuori,

accompagnati dal limpido Menotre e dai suoi rumori.

Questa è Rasiglia,

la quale è stata, è e sarà per sempre una meraviglia.

 

          ELISA CARILLI


 

“UNA  NOTTE ...”

 

_______________

 

 

Pastori dormienti ripassano lenti

ricordi perduti d’atavici sogni.

 

Crepita ‘l  foco di veglie notturne

nel placido inceder di notti stellate.

 

Sognano i greggi ristretti tra loro

di prati e di muschio,

di campi e di niente.

 

La notte distende il suo manto cinereo su valli e su monti,

su laghi e contrade.

Il mondo s’addorme

ignaro al destino

ch’è segno pe’ tempi,

ch’è pegno pe’ l’homo.

 

Ritorna ‘l pastore dal cane riscosso

rimira ‘na  stella

che brilla tra l’altre,

ripensa al presagio di cose mai viste,

sussulta nel core

pe’ cose ormai perse.

 

Poi … torna … silente a sognare.

 

La quiete d’intorno,

un belato ovattato,

il latrato d’un cane da siti sperduti...

Una scia luminosa …

una luce improvvisa

che sferza

la notte

ch’el  mondo s’attese … … …

 

Un coro di Gloria, un profumo di festa,

una schiera celeste pe’ l’aere attorno...

 

Annunci di Fede pe’ l’umile gente

annunci di Speme pe’ cori fedeli.

 

Dal povero loco s’effonde l’annuncio

pe’ l’homini veri ch’accorrono lesti

a pianger di gioia

pe ‘l bimbo che nasce

ignudo alle genti d’ogni contrada.

Pe’ tetto una stalla

pe’ letto la paglia.

E’ il Verbo d’un Padre

che viene

alla Vita, al Dolore

alla Croce.

 

E’ il segno potente che rende giustizia al Dio dell’Amore

che vive nell’homo

che in Lui si rifugia.

 (Brano tratto da un antico manoscritto del XIII° secolo, rinvenuto in un rudere dell’Alta Valle del Menotre - Umbria settentrionale - ed adattato alle esigenze linguistiche del momento presente)

  Gildo

(abano t. -2004)

 

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